24 mar 2008

Mangement = Maneggio?





Cosa ha a che fare il management con l’addestramento di cavalli?
Secondo D. Wayne Lukas molto, a partire dalla parola stessa. Il termine management proviene infatti dall’italiano, dalle parole “maneggiare”, “maneggio” proprio come quello dei cavalli.
Etimologie a parte, Lukas –considerato oggigiorno il miglior addestratore di cavalli nel Nordamerica- grazie al proprio “management”, è riuscito a vincere tutti i premi possibili nelle numerose competizioni Statunitensi e non. Con i suoi 250 milioni di dollari è l’addestratore che ha guadagnato di più in tutti gli USA.

Cavalli

Qual’è il segreto del successo di questo uomo, quale la strategia? Come riesce a crescere continuamente dei vincitori?
Lukas inizia dal principio.
Individua i talenti da giovani (anche quando ad altri appaiono pigri e brocchi) e li trasforma in veri cavalli da competizione.
Selezione e visione, queste sono le parole chiave. Scelto il cavallo, si lavora sullo sviluppo del suo potenziale, soddisfacendo nel contempo i suoi bisogni. Per fare ciò, un bravo addestratore deve stabilire cosa il soggetto sa fare meglio e cosa invece può fare meglio. Un’osservazione precisa è fondamentale in questa fase. È necessario considerare le piccole cose, (ad esempio valutare se il cavallo è più portato per lo sprinter, o se preferisce le mezze distanze) ogni cavallo ha una sua peculiarità e ciò che va bene per uno, non è detto vada bene per l’altro.
Osservare significa cogliere ogni dettaglio. Vedere se il cavallo perde qualche chilo, oppure se ha una carenza o un eccesso di energia, ogni cosa va notata per poter poi programmare l’addestramento successivo.
L’addestramento dei cavalli è una percorso lungo e non semplice. Arduo. I cavalli sono molto delicati e sensibili ed è quindi necessario incoraggiarli a non abbandonare una prova anche se la perdono o non hanno più l’entusiasmo a partecipare e competere. Il trainer non deve mai arrendersi, specie se questi non rispondono subito allo stimolo dato.
Secondo Lukas il cavallo deve essere messo in un ambiente che gli risulti consono. C’è un vecchio detto nell’industria dei purosangue: “stai con i migliori e fai stare il cavallo con i peggiori”. Ciò significa che il trainer da parte sua deve sempre cercare di avere con sé un ottimo staff e nel contempo far gareggiare il cavallo con elementi meno bravi di lui. Renderlo cioè competitivo.

Chi sono i clienti di Lukas?

Risulta molto interessante altresì capire da Lukas quale tipo di persona possa interessarsi all’ acquisto di cavalli, al loro addestramento, per poi farli gareggiare.
La maggior parte dei suoi clienti sono persone abbienti, CEO in pensione o persone che hanno fondato un’azienda e poi l’hanno venduta, ma l’elemento comune è sicuramente l’attitudine a prendere decisioni e l’amore per la competitività. Si tratta di persone che, effettuato l’acquisto, desiderano essere sempre coinvolti nei processi decisionali che riguardano l’addestramento. A volte questo tipo di “coinvolgimento” può portare a non pochi conflitti con il cliente. Come si è detto prima, per gareggiare al meglio il cavallo deve sentirsi a suo agio. Da qui non poche discussioni qualora Lukas ritenga una competizione non idonea per il cavallo e il cliente desideri invece che questo competa.

Qual’è il business model di un trainer di cavalli?

Il guadagno è fissato come una percentuale sulle vincite del cavallo. Se questo non vince, non si guadagna. L’addestramento degli stalloni rende spesso molto ed è considerata una ricca fonte di guadagni.
Il grande successo di Lukas è legato all’aver saputo cambiare le regole del gioco. Mentre la tendenza era di gareggiare solo nelle competizioni più prestigiose (quelle cioè di Santa Anita, Belmon e Saratoga), Lukas capì che in questo modo per molti proprietari i costi risultavano proibitivi. Egli riuscì quindi a portare i propri cavalli in ogni parte del mondo per farli gareggiare, accontentando così tutti i propri clienti.
Lukas è inoltre un grande lavoratore. Semplicemente, lavora 365 giorni all’anno, 18 ore al giorno.
E si circonda da persone che seguono questo suo ritmo. È considerato un boss duro. A detta sua però è duro quando e quanto serve. Non risparmia né sui complimenti ai dipendenti quando fanno un buon lavoro né sulla remunerazione.
Il suo staff comprende circa 87 dipendenti. 5 di loro lavorano a stretto contatto con lui, contattandolo ogni giorno per più volte al giorno. Il loro lavoro inizia con un primo rapporto tra le 4:00 e le 5:00 del mattino, un secondo tra le 11:00 e le 13:00 e l’ultimo prima di coricarsi!
Lukas concede ai propri dipendenti 5 minuti al giorno di democrazia dove questi hanno la possibilità di esprimersi “liberamente”.
Quando si solleva un problema è necessario che una soluzione sia contestualmente proposta.
Il grande capo ha sempre l’ultima parola, ma i collaboratori sono sempre invitati a contraddirlo e interrogarlo sulle sue scelte.

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